Cure palliative – psichiatria

Esattamente da una settimana ho terminato il tirocinio in cure palliative. Un mese e mezzo passato tra l’assistenza domiciliare e l’hospice. E’ stato il mese e mezzo più bello, un’esperienza che non dimenticherò mai. Ho conosciuto tantissime persone, belle e un po’ meno belle, diverse tra loro ma con un obiettivo comune: la grande e durissima battaglia contro il cancro. Una battaglia che spesso la si perde, anzi quasi sempre quando si tratta di cure palliative, ma che in qualche modo anche se si perde un pochino si esce vincitori lo stesso. Per lo meno mi piace pensarla così. Pazienti che mi sono rimasti nel cuore, che mai dimenticherò, con cui ho legato tantissimo e con cui ho condiviso con loro un percorso difficile ma che sebbene le loro grandi difficoltà sono riusciti a regalarmi un sacco di emozioni, di sorrisi, e di abbracci… e pazienti con cui ho legato poco e che a volte fatico anche a ricordare il loro nome. Da una parte famiglie stupende, unite, che ancora mi ricordano, e dall’altra famiglie disastrate. Persone abbadonate. Litigi e situazioni da brividi. Questo è il risultato del mese e mezzo passato in questa bellissima realtà. Grande cooperazione tra medici e infermieri, tutte persone stupende. Tanta la rabbia quando ci si trovava davanti a certe situazioni e ci si sente impotenti. Lunedì ho iniziato invece, a malincuore, una nuova esperiena di tirocinio in psichiatria. A malincuore perchè iniziare una nuova esperienza quando ancora hai l’odi e l’hospice nel cuore è dura. Due ambienti così diversi, ma in certi aspetti così simili. C’è di tutto dove sono io, dai giovani ragazzi di 20anni a quello di 56 anni. Dal meccanico di formula uno al comune ragazzo studente che con tutti i loro problemi a volte riescono anche a regalarti un timido sorriso. E a volte mi arrabbio con me stesso, perchè essendo un disadattato e un perenne insoddisfatto spesso credo di avere tutto ma sento la mancanza di tutto. In realtà se penso a queste due esperienze di tirocinio, sono proprio loro ad avere poco e niente, vivendo con le piccole cose e i piccoli gesti che fanno e ricevono e li arricchiscono durante le loro noiosissime giornate, e queste cose li diverte, li fa stare bene. Sto imparando molto anche da loro e spero grazie a queste esperienze di tirocinio di rafforzare di più non solo tutto ciò che riguarda la professione, ma anche tutto quello che riguarda il mio mondo interiore: il mio modo di essere e i miei stati d’animo. E devo dire che grazie ai due tirocini penso di essere sulla buona strada…

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